Ben (ri)trovate/i
Detto che a breve dovreste tornare a leggermi anche sul sito di Carmilla, v'incollo qui sotto i link a cinque miei articoli e a un podcast (una mia intervista a Stefania Maurizi) pubblicati il mese scorso sul sito di Osservatorio Repressione. Eccoli:
https://www.osservatoriorepressione.info/a-zonzo-nella-noia/
https://www.osservatoriorepressione.info/cosa-aspettiamo-a-cercare-le-parole-giuste/
https://www.osservatoriorepressione.info/nulla-da-perdere-allinfuori-delle-catene/
https://www.osservatoriorepressione.info/diamo-voce-al-dissenso/
https://www.osservatoriorepressione.info/colpevole-di-giornalismo-smargini-02/
https://www.osservatoriorepressione.info/raccontare-e-anche-resistere/
Mi fa piacere mettervi al corrente che sono disponibili le copie del nuovo Tritolo in pillole - Atto II; ossia, una seconda raccolta di altre 160 fucilate, freddure, haiku, giochi di parole o, come le ha definite Pino Bertelli https://pinobertelli.it/ nella sua prefazione, calembour, "pensieri che vanno all’uomo per l’uomo, senza la pietà che lo soffoca… passioni provocatorie connaturate più con la sacralità dei folli, dei poeti, dei bambini o degli ubriaconi di genio, che con la beatitudine dei martiri, degli eroi o dei profeti non hanno nulla a che fare". Qui sotto, appunto, la prefazione:
E in ogni caso, senza nessun rimorso
Era la felicità che avevo inseguito per tutta la vita, senza esser capace neppure di sognarla. L’avevo trovata e scoperto che cosa fosse. La felicità che mi era sempre stata negata, avevo il diritto di viverla quella felicità. Non me lo avete concesso. E allora, è stato peggio per me, peggio per voi, peggio per tutti. Dovrei rimpiangere ciò che ho fatto? Forse. Ma non ho rimorsi. Rimpianti sì, in ogni caso nessun rimorso…
Jules Bonnot
Di prefazioni si può anche morire d’inedia o nell’approssimazione artistica come mettersi al collo le cravatte di Armani… è meglio non farne mai di prefazioni… qualche volta, tuttavia, capita di leggere un libro fuori dalle categorie e dai modelli, e allora si può cercare di dire qualcosa su qualcosa e possibilmente contro qualcuno… è il linguaggio dall’autore che ne detta l’intensità o ne esclude l’effimero… sapendo che la scrittura aforistica è il peggior nemico della letteratura che si dice “blasonata”… l’imperfezione blandisce qualsiasi inganno e la verità è il suo figlio bastardo che aspira a non essere tollerato ma compreso.
Le Pillole di Marco Sommariva, infatti, non sono solo un epigrammario libertario di notevole profondità affabulativa, ma un vero e proprio abbecedario eversivo della scrittura come lutto dell’intera società spettacolare… detto meglio… le invettive, le metafore, i calembour di Sommariva sono pensieri che vanno all’uomo per l’uomo, senza la pietà che lo soffoca… passioni provocatorie connaturate più con la sacralità dei folli, dei poeti, dei bambini o degli ubriaconi di genio, che con la beatitudine dei martiri, degli eroi o dei profeti non hanno nulla a che fare.
Basta leggere d’un fiato alcune pillole surrealiste di Sommariva, per comprendere che là dove si manifesta il paradosso, il sistema mercatale muore e la vita trionfa:
In ogni caso nessun rimorso
Scendo nella mia ruga più profonda, mi accoccolo accanto alla mia esperienza e le sorrido.
E non tagliamo neppure il nastro
Ogni giorno inauguriamo un forno crematorio nel Terzo Mondo.
Fior di cadaveri
Ogni giorno innaffiamo la terra col sangue: cosa pensiamo potrà crescere domani?
Fahrenheit 451
I libri inceneriti non sono quelli che ha bruciato il potere, ma quelli che non hai mai cercato in libreria.
Trionfi la giustizia proletaria
Quando ciò che avete intascato vi spaccherà il setto nasale, capirete che siete stati appesi a testa in giù.
Bancario
Un colletto pulito non fa di te un innocente.
Message in a bottle
Nell’automobile in coda davanti a me, una bimba appanna il vetro con l’alito e disegna un sorriso con la punta del suo piccolo indice: questo moderno messaggio in bottiglia mi ha salvato la giornata.
Queste sono solo un estratto accidentale del libro di Sommariva… un’implicazione della forza immaginativa che dissesta il deserto delle necessità… dal fondo delle parole emergono anche le coloriture dell’amarezza per un mondo a perdere che si glorifica sulla propria mediocrità. La legatura dei vocaboli invita a non deporre le armi della critica né dissotterrare errori e verità passati… mostra invece che la giustizia è nel pianto delle stelle e nell’immacolata concezione, che ci sono stati tempi in cui le giovani generazioni hanno esposto i loro maglioni inzuppati di sangue come vessilli di libertà… certo, sono stati battuti, vinti mai.
Il linguaggio aforistico di Sommariva danza tra la serietà e la tragedia, la tristezza e la gioia, la ridicolezza e l’appropriazione di sé… l’ironia è di quelle salaci, che irride la scrittura dei municipi, che disvela viltà, che crea sorrisi, anche…
Sommariva è uno scrittore che non rinuncia alla coscienza né alla conoscenza della propria visione del mondo… non occorre divorare intere biblioteche per sapere che sono pochi, davvero pochi, gli autori che valga la fatica di leggere e rileggere, diceva… le eccezioni si ritrovano ai bordi della letteratura ‘blasonata’ che, come Sommariva, scrivono imparando, e non hanno nessuna intenzione d’insegnare a chicchessia le tavole comandamentali dell’esistenza.
Ogni volta che m’imbatto in un autore di successo che dispensa alle folle televisive i suoi saperi, valori, credenze, ho la sensazione di trovami di fronte a un imbecille che non sa distinguere il suicidio delle farfalle nella civiltà dello sterminio che avanza o una mina antiuomo che uccide l’innocenza dei bambini, da un premio letterario truccato.
La risonanza profonda delle parole disseminate in pillole di resistenza sociale di Sommariva, s’accosta alla profondità primigenia dei passatori di confine… sono lacerti d’emozioni che individuano le catene dell’infelicità, della superbia, dell’idiozia che serpeggiano nei cuori di quanti credono alla mistica della società dei bisogni… tutta gente che non sa ridere, né piangere… sa solo obbedire, consumare, servire… che degrada la vita nella scheda elettorale o è complice degli assassinii delle guerre neoliberiste… senza capire mai che la bellezza, la giustizia, la libertà mettono le ali quando la sofferenza dell’uomo inizia a cantare e dà inizio allo smantellamento della cultura dominante.
Le Pillole insolenti di Sommariva contengono il sogno dell’innocenza e respirano il profumo dell’utopia di una rosa in cerca del suo Maggio… si liberano di secoli di convenzioni e stupidità erudite… e riprendono le ferite e gli smarrimenti della vita come un giro di giostra… lo scopo dello scrittore è d’inventare idee poetiche, sostituire immagini false con immagini vere, rifuggire il plauso generale calpestando i luoghi comuni… l’essenza della scrittura si rivela nello stupore dell’identità e nello svergognare i cortigiani del consenso che allevano la loro prostituzione sulle macerie della bellezza e della giustizia.
Siccome ci siamo trovati a metà strada tra la santità e il brigantaggio delle lettere, dei sogni, delle passioni estreme… e abbiamo continuato a praticare un eterno sovvertimento degli istanti… non ci è difficile riconoscere nella scrittura di Sommariva, il disincanto della malinconia che si colloca ai bordi d’una resistenza al presente e si erge nell’impossibilità di conciliare l’uomo con questo mondo… e siccome la vita dell’uomo si riduce a un reale da condannati a morte, non possiamo aspettarci niente da lui senza una riforma libertaria dell’immaginario.
Il libro/libello di Sommariva si chiama fuori dal rimpianto di cieli arrossati d’ideologia, s’accosta senza rimpianti alle vibrazioni dell’utopia che attraversano gli spiriti liberi e ricreano senza tregua il tempo di amori senza tempo… il prolungamento di una fiamma interiore che diventa incendio sulle nequizie d’ogni potere. In quella grammatica del sampietrino buttata contro l’età degli inganni, dei tradimenti, delle confessioni in pubblico, si riconoscono solo gli esseri che non appartengono più a questa civiltà dello spettacolo… o quegli indesiderati del desiderio libertario che (con tutti i mezzi utili) la vogliono far crollare e vivere tra liberi eguali… e in ogni caso, senza nessun rimorso.
Pino Bertelli
Come il volume(tto) precedente, il prezzo di copertina di Tritolo in pillole - Atto II è di 10 euro; costerà la metà, invece, per chi ne acquisterà almeno dieci copie: chi oserà tanto, nel piego libri troverà anche una copia di Ombre dal futuro - le cartoline promesse il mese scorso sono già andate esaurite.
Per eventuali prenotazioni di copie di Tritolo in pillole - Atto II, potrete scrivere a uno di questi indirizzi mail: marco.sommariva1@libero.it marco.sommariva1@gmail.com e info@marcosommariva.com
Come faccio da quasi due anni a questa parte, proseguo con l'indicarvi dischi, libri, film e altro che, dal 1975 a oggi, mi hanno segnato in qualche modo, hanno “nutrito” me e quindi i miei scritti. Solita precisazione: per esempio, quando troverete citato l’album Babilonia e poesia degli Africa Unite, non andrà inteso che è per me il miglior disco del gruppo musicale reggae, nato a Pinerolo (TO), ma quello che, ascoltato da un trentenne nella Genova del 1993 – quello ero –, in qualche modo è rimasto nel DNA della persona che sono oggi; stessa cosa dicasi per qualsiasi altra segnalazione, non importa se disco, libro, film o altro.
Dischi (ogni link vi collegherà a un brano dell’Lp):
Babilonia e poesia - Africa Unite - https://www.youtube.com/watch?v=2-IxURX7bNE Vibra - Africa Unite - https://www.youtube.com/watch?v=LQgrDWhdKl4 La grande anima - Strike - https://www.youtube.com/watch?v=Or7Eq1f7uio La mia banda suona il rock - Ivano Fossati - https://www.youtube.com/watch?v=2hWi8XLgW9s Lucio Dalla - Lucio Dalla - https://www.youtube.com/watch?v=r7wvmPM8LYA
Film (ogni link vi permetterà di consultare la pagina Wikipedia dedicata alla pellicola):
Singoli:
Questo mese pubblico la foto di una presentazione che si tenne a Milano il 4 luglio del 2008, organizzata da Marco Tropea, dove mi si ritrae insieme a tre amici: Gianfranco Manfredi (alla mia destra, purtroppo mancato il mese scorso), Ricky Gianco che, entusiasta del mio romanzo Il venditore di pianeti, quella sera volle regalarmi un cofanetto con dedica contenente un suo triplo CD, e Ivan Della Mea che verrà a mancare neanche un anno dopo.
Grazie per la vostra attenzione.
Alla prossima newsletter.
P.S.: dato che domani arriverà lo stesso, facciamo che il nostro tempo non sia sprecato, che basti per far tutto; io esco, sento un bel vento: vado ad ascoltare cosa porta con sé, quali storie ha spazzato via.
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