Ben ritrovete/i.
V'incollo qui sotto il link che collega a un mio pezzo pubblicato il 26 giugno dai tipi di Carmilla https://www.carmillaonline.com/
https://www.carmillaonline.com/2026/06/25/stiamo-davvero-calcolando-tutto/
Ed eccoci all'ottavo appuntamento con la rubrica Come scrivevamo, uno spazio che prova a mettere in risalto qual era la potenza di alcune opere risalenti a più di cento, duecento, trecento, quattrocento anni fa, oltre alla lucidità e al coraggio degli autori. Potenza, lucidità e coraggio che troppo spesso non si riscontrano sulle pagine di quei diligentissimi autori prodotti dalle sempre più imprescindibili Scuole di scrittura, che pare abbiano una corsia preferenziale per essere pubblicati dall'attuale mondo dell'Editoria e che, sempre più numerosi, invadono le librerie anestetizzando i lettori anziché stimolarli. Data l'energia, la forza, le idee che da sempre un testo è capace di trasmettere al lettore, mi domando se riempire le pagine di parole con l'unico scopo di venderle, non sia un modo elegante di questa democratica società per "bruciare" quei libri che per millenni son stati palesemente dati alle fiamme da coloro che in quei tomi vedevano una minaccia al mantenimento del proprio potere.
Come scrivevamo
Eugénie Grandet
di Honoré de Balzac
L’avaro Grandet, ex bottaio e vignaiolo, è impegnato ad accumulare una ricchezza colossale, mentre madre e figlia (Eugénie) conducono una vita oscura e monotona, sempre impegnate a cucire e a rammendare; su tutti vigila Nanon, la fedele serva. Due famiglie si contendono la mano di Eugénie, destinata a diventare una ricca ereditiera, ma lei s’innamora perdutamente del cugino Charles, giunto da Parigi: da quel momento ingaggerà una dura lotta contro l’avarizia del padre, nel tentativo di rendere la vita del cugino più confortevole possibile. Edito nel 1833, Eugénie Grandet è un romanzo in cui un profondo sentimento di disillusione finisce per prevalere su quello dell’amore.
Potrete leggere passaggi come questi:
Attraverso la porta del corridoio che portava alla cucina, vide la domestica seduta presso il focolare, con un lume di fianco, che si stava preparando a filare, per non sembrare un’intrusa nella festa.
“Nanon”, le disse il vecchio avvicinandosi “spegni quel lume e vieni qui con noi! Diamine! La sala è abbastanza grande per tutti!” / “Ma, padrone, avete ospiti importanti." / “E allora, non sei come loro? Discendono da Adamo esattamente come te”.
Fallire significa essere un ladro. Un ladro che, purtroppo, gode della protezione della legge. Pensa che certa gente ha fornito merci a Guillaume Grandet fidando sul suo onore e sulla sua onestà, e lui ha preso tutto e non lascia loro nemmeno gli occhi per piangere! Il bandito che si dà alla macchia è molto meglio a chi fa bancarotta. Almeno quello quando vi attacca vi potete difendere! Almeno lui rischia la vita, quest’altro nemmeno!
“Mamma, faremo dire delle novene per lui!" / “Ci stavo pensando anch’io”, le rispose la donna. / “Eccoci di nuovo da capo! Ancora a dilapidare denaro!” esclamò il marito.
“Ecco”, gridò, “ecco delle candele. Ma da dove diavolo le hanno tirate fuori delle candele di cera? […]”. / Madre e figlia, sentite queste parole, fuggirono di filato in camera e si misero a letto in un batter d’occhio, come i topi terrorizzati che si infilano nelle loro tane. / “Ah, quindi siete ricca, signora?” domandò il bottaio alla moglie entrando in camera. / “Caro, pazientate un attimo, sto dicendo le mie preghiere”, rispose la povera donna con voce leggermente alterata. / “Al diavolo anche il tuo Dio!” borbottò il signor Grandet.
Gli avari non credono nella vita dopo la morte, per loro il presente è tutto, e questo stesso concetto diffonde una luce orribile sul mondo odierno, dove più che mai il denaro domina le leggi, la politica e i costumi. Istituzioni, libri, uomini e dottrina cospirano insieme a scuotere la fede in un’altra vita, fede su cui da diciotto secoli si basa tutta la struttura sociale. Tuttavia ci troviamo quasi al medesimo punto, poiché l’avvenire che ci attendeva al di là del requiem è stato trasportato nel presente. Giungere al paradiso terrestre del lusso e delle gioie vanitose, far divenire il cuore di pietra e macerarsi il corpo nell’ansia di accumulare beni passeggeri, come una volta si soffriva il martirio per conquistare l’eternità, ecco l’idea che oramai si è fatta comune, l’idea fissa, in ogni luogo, persino nelle leggi, che ormai domandano all’uomo: “Quanto paghi?” invece di chiedergli: “Cosa pensi?” Se un simile pensiero si diffonderà dalla borghesia al popolo, chissà cosa ne sarà del mondo.
[…] ora non si trattava più del ricco e affascinante giovane cittadino di classe, a cui lei non avrebbe mai potuto aspirare, ma di un parente sfortunato, caduto in disgrazia. E si sa, la miseria produce l’uguaglianza.
La sua educazione era il triste risultato di una intera società, che in una sola serata è in grado di commettere col pensiero e con le parole, più crimini di quanti ne possano punire i tribunali. Era una società in cui i motti di spirito uccidono anche le idee più alte e nobili, e non si è ritenuti forti se non si dimostra di vederci giusto ovvero, se non si è scettici su tutto, sui sentimenti, sugli uomini e su tutto ciò che accade, inventandosi persino i fatti. Essere pratici, poi, consiste nel cercare, ogni giorno, di indagare il peso della borsa dell’amico, nel sapersi mantenere politicamente al di sopra delle circostanze, nel non ammirare mai nulla, né opere d’arte né tantomeno azioni nobili, insomma, nel porre a base della propria esistenza l’esclusivo interesse personale.
So bene anch’io che è persona poco stimabile, ma aspetta che perda il suo patrimonio per disprezzarlo comodamente. Sai cosa ci diceva la signora Campan? “Figliole mie, finché un uomo è al ministero adoratelo, ma non appena è caduto mettetevi con gli altri per trascinarlo in basso. Quando è al potere è una specie di Dio, ma senza è ancora meno di Marat nella fogna, visto che Marat vi fu gettato una volta morto, mentre lui ci scende da vivo. La vita sociale è un insieme di combinazioni, e bisogna studiarle e seguirle molto attentamente se si desidera stare sempre in alto”.
Cos’altro aggiungere? Ha detto Victor Hugo: “Balzac è stato uno dei primi fra i grandissimi, uno dei più alti scrittori. […] Tutti i suoi libri formano un solo libro, un libro vivente, luminoso, profondo, dove vediamo andare e venire e marciare e muoversi, con un non so che di turbato e di tremendo misto al reale, tutta la nostra civiltà moderna”.
In calce a questa newsletter troverete la copertina di quello che si potrebbe definire "libro del mese" e quella del disco che mi ha fatto da colonna sonora durante il giugno appena trascorso:
Photos of Ghosts della Premiata Forneria Marconi
Come faccio da più di tre anni a questa parte, proseguo con l'indicarvi dischi, libri – Eugénie Grandet, di cui sopra, è fra questi –, film, fumetti, programmi TV, quadri, fotografie, opere teatrali, proverbi, serie televisive e altro che, dal 1968 a oggi, mi hanno segnato in qualche modo, hanno “nutrito” me e quindi i miei scritti.
Proverbio africano:
Chi non sa ballare dice che il cortile è sassoso.
Serie animata:
Due spicci - https://it.wikipedia.org/wiki/Due_spicci
Serie televisiva:
Ellery Queen - https://it.wikipedia.org/wiki/Ellery_Queen_(serie_televisiva)
Sigla TV Ellery Queen - https://youtu.be/miw5CaHobaM?si=N6ncjtwV7v1I24eA
A come Andromeda (miniserie televisiva di fantascienza) - https://it.wikipedia.org/wiki/A_come_Andromeda_(miniserie_televisiva)
Long Playing:
Discovery - Electric Light Orchestra - https://youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_kxLsiLo3uUk4X2Gl335o91SjkTzZtWGu8&si=r1acZyKDrHUYPAdR
Mona Bone Jakon - Cat Stevens - https://youtu.be/GtTph_tchVY?si=W6_4Zfzgj6X3IK8z
Year of the Cat - Al Stewart - https://youtube.com/playlist?list=PLmwcysjj9nVTxHzyNvfqIIskWaFR-LwlH&si=-y18B15S21CoNha1
Singoli:
Canzone d’amore - Le Orme - https://youtu.be/uBkKDVXN8kE?si=Pt4j_m4G36hqWe1W
Luglio, agosto, settembre (nero) - Area - https://youtu.be/kj1P7S47eZQ?si=ZqyC00yInHn-_uAf
Non mi rompete - Banco del Mutuo Soccorso - https://youtu.be/ZYZn1roKNrM?si=NkRh5IopBRkb08z7
Cantico dei drogati - Artù - https://youtu.be/_8HRI2TO2rE?si=Ro155Id1fKyaC8oC
Grazie per la vostra attenzione.
Alla prossima newsletter.
P.S.: giocate col mondo facendolo a pezzi, riducete i bambini in poveri vecchi, forse un dì saprete cosa significhi affogar nel sangue con l'umanità, di certo non è colpa mia se la vostra realtà mi costringe a far guerra alla vostra omertà: combatto perché i domani tornino luminosi, perché i muti cantino e tacciano i noiosi. |