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Vorompatra


ROMANZO (2020)
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seconda edizione
Prefazione di Piergiorgio Pulixi

Recensione pubblicata sul n. 293 (ottobre 2003) di A-Rivista Anarchica - di Pippo Gurrieri

Un giallo come si deve

Potrei suggerire al lettore di leggere il capitolo finale di questo libro (Marco Sommariva, Vorompatra, Sicilia Punto L, pp. 176, € 8,00) e scoprire d’un tratto tutte le risposte che invano cercherà di scorgere nelle centosettanta pagine colme di insidie e diversivi che lo precedono. Perché questo è un giallo come si deve, costruito con abilità geometrica, disseminato di tasselli senza collocazione, che solo in quel capitolo ritrovano un loro ordine. Ma questo è un film visto per la prima volta, e la sorpresa fa parte del gioco cui gli amanti della lettura, i cultori della letteratura, sono invitati a partecipare, consumando il romanzo per intero, godendone tutte le misture, di modo che l’arrivo all’ultima pagina abbia il sapore vero e genuino dell’ultimo sorso di una bevanda fresca e desiderata sotto il cocente sole di un mezzogiorno afoso di un luglio qualsiasi.
Il mal di vivere disseminato sin dalle prime righe, le caricature dipinte con pennellate quasi distratte ma sicure, il susseguirsi di scene e sequenze in continuo frenetico movimento, la fotografia di paesaggi mutanti, di città e di ambienti esterni ed interni rappresentati nel loro squallore o nella loro imbarazzante normalità, fanno da sfondo all’enigmatico vorompatra che affiora finalmente a un certo punto della narrazione, dopo che già dal titolo si è insinuato con tutta la sua penetrante curiosità nella testa di chi legge.
Vorompatra è un giallo più un mistero, è un romanzo esistenziale e un saggio di sociologia della resistenza umana nell’epoca del neoliberismo.
Qui Sommariva che già avevamo avuto occasione di conoscere con Il cristallo di quarzo, batte ogni record personale e riesce a riproporci i suoi quadri grigi e i suoi tristi personaggi, ancora più rafforzati nel profondo del loro grigiore e nella loro tristezza, pur in presenza di giornate estive che avrebbero dovuto essere solari e abbagliare di luce le pagine del libro. La forza descrittiva è così marcata da mandare all’aria gli schemi, da condizionare ogni logica e trascinarci tutti nel vortice della narrazione.
Pippo Gurrieri
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